El Problema del Caballo

Impressioni dall’ultima Biennale di Venezia

Recentemente ho avuto l’opportunità di visitare l’87a edizione della Biennale d’Arte di Venezia. Confesso che, dopo ore di cammino con una guida tutto meno che esaustiva e coinvolgente, rischiavo di non portare con me un ricordo significativo di questa esperienza. Avviandomi però verso l’uscita dell’Arsenale mi sono imbattuta nel padiglione dell’Argentina e per pura curiosità ho varcato la soglia… WOW questi sì che sanno ‘darsi all’ippica’! Ciò che mi sono trovata di fronte infatti è stata un’installazione scultorea dell’artista argentina Claudia Fontes, inutile dire che il protagonista era un maestoso cavallo (altrimenti non ve ne avrei parlato… almeno qui XD). Come sostiene l’autrice, la principale difficoltà riscontrata nel corso della realizzazione è stata quella di individuare un tema che potesse rappresentare l’Argentina come nazione. A seguito di numerose ricerche la scultrice ha finalmente trovato la propria fonte di ispirazione in un affascinante destriero, quello de La Vuelta del Malón, di Ángel Della Valle, la prima opera nella storia commissionata a fine di pura rappresentazione artistica dell’Argentina. La tela del 1892 raffigura una donna rapita da un indigeno, completamente abbandonata sulla groppa di un cavallo. La Fontes, rimasta profondamente colpita, ha deciso di riprodurre nella propria opera gli stessi soggetti di Della Valle, spogliandoli della loro condizione passiva e conferendo movimento, dinamismo e libertà. L’animale, che per tradizione ha sempre messo a disposizione dell’uomo la propria forza fisica, è ora libero, nessun cavaliere lo domina. Nonostante ciò, il cavallo è intrappolato dalla struttura architettonica che lui stesso ha contributo a costruire lavorando in condizioni di schiavitù. Il ragazzo, semplice, ingenuo osserva alcuni calcinacci, la donna accarezza il muso dell’equino tranquillizzandolo e, come sostiene l’artista in un’intervista, ricerca in sé la natura animale e nel cavallo quella umana. I protagonisti del passato argentino che un tempo erano uno sottomesso all’altro, instaurano ora un rapporto aperto al dialogo, al confronto, alla conoscenza reciproca, ponendo così le basi per un nuovo futuro in cui sarà possibile affrontare qualsiasi crisi sociale presentata dalla contemporaneità. Grazie alla Fontes il cavallo cambia ruolo all’interno di un paese, senza perdere importanza, ma acquisendo dignità. Per la prima volta l’uomo-padrone prova riconoscenza. L’importanza conferita all’animale è testimoniata anche dalle dimensioni in cui è riprodotto, decisamente maggiori rispetto a quelle naturali secondo le quali, invece, sono stati rappresentati i due umani. Tale lettura dell’opera è quella che più si avvicina al pensiero dell’autrice, basandosi su sue dichiarazioni, ma il gruppo scultoreo de El Problema del Caballo lascia spazio alle più diverse interpretazioni. Non è difficile ad esempio rintracciare nella maestosità dell’equino, la forza di una Natura che si ribella all’uomo contemporaneo mentre questo impotente si abbandona ai piedi delle rovine del suo mondo materiale. L’elemento femminile, ancor oggi come allora fragile e discriminato, è l’unico che sembra avere la chiave della soluzione: con la sua grazia e sensibilità tenta di opporsi all’irruenza di una Natura stanca di essere violentata nelle sue fondamenta. Riuscirà a trovare un compromesso?

Correte dunque a Venezia e fatemi sapere cosa ne pensate! Avete tempo fino al 26 novembre.

Teodorita

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