A volte offuscato da grandi campioni, altre maledetto come un arbitro di calcio, ma anche lui si dà all’ippica: chi sarà? Stiamo parlando del tanto temuto Direttore di Campo (d’ora in poi DdC), colui che ha l’onere e l’onore di progettare i tracciati su cui andranno a sfidarsi i binomi. Un compito molto delicato e di grande responsabilità, senza il DdC non ci sarebbe infatti competizione. Una figura super partes, forse la più preparata e tecnica in ambito equestre. Lo chef de piste, come direbbero i francesi, deve infatti non solo possedere una buona tecnica equestre, certificata da un’autorizzazione a montare pari al primo grado o superiore, ma conoscere esattamente la meccanica del cavallo sul salto e frequentare corsi lunghi ed intensi. Basti pensare che per diventare DdC di terzo livello, in Italia, l’iter da seguire si sviluppa su un minimo di otto anni di lavoro, se invece si volesse intraprendere la carriera internazionale è necessario essere in possesso di altri quattro anni di esperienza e dimostrare di saper padroneggiare la lingua inglese sia orale che scritta davanti ad una commissione d’esame.
Studio e impegno uniti ad una forte creatività. Proprio così, il DdC deve essere in grado di immaginare sempre nuovi percorsi e di saper divertire pubblico, cavallo e cavaliere, come sostiene il colonnello Carlo Cadorna. Insomma deve aiutare il binomio a creare spettacolo, trasformando il gesto atletico in qualcosa di sublime.
Oggi noi di DATTI ALL’IPPICA abbiamo deciso di raccontarvi la direzione di campo dal punto di vista di uno degli chef de piste più noti dell’Italia centromeridionale… eh già quando sulla sabbia si vede campeggiare una triplice non si può non pensare a lui, Stefano Falzini.
Attivo principalmente per conto del comitato Fise Lazio, Stefano Falzini è un vero uomo di cavalli, sin da piccolo vive infatti a contatto con il mondo dell’equitazione per poi avvicinarsi alla direzione di campo che concepisce come un percorso formativo. Il suo è un vero e proprio approccio pedagogico. Falzini si distingue dagli altri chef de piste per la capacità di allestire percorsi in grado di lasciar “scorrere” il cavallo indipendentemente dalla categoria presa in analisi, il binomio deve quindi risultare fluido, forse proprio per questa caratteristica viene spesso richiesto anche per la progettazione di tracciati nel completo. Un DdC mai scontato, che ogni volta riesce a donare un insegnamento al cavaliere (posso garantire per esperienza personale), sempre molto disponibile nel fornire spiegazioni e consigli.
Stefano Falzini è ad oggi DdC di terzo livello, ma con ancora molti sogni nel cassetto, primo fra tutti l’attività internazionale. E chissà se un giorno lo vedremo a fianco di grandi eccellenze italiane come Uliano Vezzani… glielo auguriamo con tutto il cuore facendogli un grosso ‘in bocca al lupo’.
Vi lasciamo ora alle sue parole, buona visione.
Teodorita Giovannella