Gianni Govoni: talenti si nasce

Talenti si nasce, ma è il duro lavoro che porta alla vittoria. Questa la filosofia di Gianni Govoni. Proprio così, il cavaliere emiliano sin da piccolo ha costruito il suo futuro con sacrificio e determinazione ed è ormai noto che sia senza dubbio uno sportivo grintoso ed istintivo. Ma come è riuscito Gianni ad acquisire queste caratteristiche?
Il nostro intervistato inizia a frequentare questo mondo da bambino, il padre era un commerciante di cavalli. È proprio l’esperienza acquisita negli anni dell’infanzia e della giovinezza che gli ha permesso di plasmarsi un profilo da vero campione. Sin da piccolo, infatti, monta dai quindici ai venti cavalli al giorno per conto del maneggio di famiglia, un lavoro molto faticoso, ma che ben presto gli permetterà di sviluppare un immediato feeling con qualsiasi destriero capiti sotto la sua sella.
Tante emozioni, tanti cavalli, tante vittorie, ma anche sconfitte da cui Gianni non si è mai fatto intimorire. Poi… le Olimpiadi, il sogno di ogni sportivo, coronato per ben due volte, anche se la prima lasciò un po’ di amaro in bocca al giovane Govoni.
Un’esperienza senza pari, accumulata grazie ad appuntamenti agonistici di alto livello, preparati insieme ai migliori tecnici.
Questo è il Gianni campione e ormai tutti lo conosciamo. Oggi però, oltre a proseguire l’attività agonistica, si adopera per fornire all’equitazione italiana un vivaio di qualità dal quale attingere. Il cavaliere più veloce di sempre è infatti anche un istruttore con l’obiettivo di trasmettere la sua stessa sete di vittoria agli allievi. Govoni vede positivamente il futuro del salto ostacoli italiano, anche se riconosce le maggiori possibilità offerte dal nord Europa; nonostante infatti sia uno dei pochi fuoriclasse a vivere ancora nel nostro paese, collabora con un centro olandese che, come ci racconta, gli fornisce periodicamente nuovi cavalli.
Venendo ai compagni di viaggio del nostro Gianni, beh come non citare lui… Antonio!
Stiamo tutti attendendo il suo ritorno in GP, dove? Al LGCT di Roma! Dopo l’infortunio al sospensore posteriore sinistro, il baio si è visto costretto ad un lungo periodo di riposo e riabilitazione. Il suo padrone, in questo, si è dimostrato un vero amante dei cavalli e prima di ricominciare a montarlo ha voluto verificare che Antonio si fosse ripreso al 100%. Ma ora sembra giunto il momento, il grande giorno si sta avvicinando e tutti noi di DATTI ALL’IPPICA ci auguriamo di poter ammirare nuovamente il nostro fulmine di verde vestito esultare in sella al suo amato Antonio tra i marmi dello Stadio romano.

a cura di Teodorita Giovannella

 

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