Una storia tra passione e casualità: Caterina Vagnozzi

Da giovane appassionata di equitazione e giornalismo, intervistare Caterina Vagnozzi ha senza dubbio rappresentato il coronamento di un piccolo sogno. Una professionista che, da quando nel 2016 è nato il blog, ho ammirato con un certo timore reverenziale, non lo nascondo. Da questa opportunità inedita, prende forma il ritratto di una donna che, appassionata di cavalli, approda casualmente nel mondo del giornalismo e lo rende il motore della sua quotidianità. Caterina Vagnozzi fa parte di una famiglia dove lo sport del cavallo è di casa sin dagli anni trenta, periodo in cui nasce la tenuta agricola di Corlando, creata in Sabina dal nonno materno e dove agricoltura e allevamento convivono da sempre. La mamma Giulia Lojacono e lo zio Camillo sono grandi appassionati di equitazione e Caterina, seguendo le loro orme, a nove anni inizia a montare presso la Società Ippica Romana (S.I.R.), la scuola che ha formato tanti campioni del salto ostacoli. Seguita da istruttori di grande spessore come il colonnello Giuseppe Chiantia e il generale Gerardo Conforti, trascorre l’adolescenza sportiva tra concorsi ippici e vita di scuderia. Ben presto inizia anche a portare in gara e far crescere i cavalli dell’allevamento di famiglia. Per soddisfare la sopravvenuta esigenza di impiegare uno dei suoi esemplari in altra disciplina, vira dal salto ostacoli al completo trasferendosi dalla S.I.R. all’Olgiata, dove prosegue il suo impegno in questa specialità che diventa la sua preferita per il resto della carriera agonistica.

Contemporaneamente inizia l’attività di giudice e di ispettore nei quadri FISE. Ma il bello deve ancora venire. È infatti durante una cena con amici, legati al mondo dei cavalli, che Caterina sale sul treno che l’avrebbe condotta a diventare chi è oggi. Alcuni dei presenti sono infatti giornalisti sportivi che lavorano per una testata di ippica e per la quale comunicano di essere alla ricerca di un collaboratore che possa seguire con competenza anche gli eventi di equitazione. Una giusta coincidenza e una sana intraprendenza ed ecco che Caterina, indicata come la persona più idonea per l’incarico, accetta di partire per la nuova avventura. Con il passare del tempo, si rende conto che il giornalismo sarebbe diventato la sua strada. Abbandona gli studi di architettura e si dedica al lavoro di redazione.

Ben presto arrivano collaborazioni con testate importanti come «Il Messaggero» e il «Corriere dello Sport» dove firma gli articoli di equitazione. Anche l’attività di press office inizia presto con un ruolo di rilievo che solo il mitico Alberto Giubilo aveva sino a quel momento ricoperto: non ancora trentenne, viene nominata capo Ufficio Stampa dell’UNIRE su incarico dell’allora presidente Raffaello Picchi. Viene poi riconfermata anche dai due presidenti successivi. Nella sua carriera, una figura che ritiene di dover ringraziare per averla valorizzata, è il campione olimpico, ingegnere ed ex presidente della FISE, Mauro Checcoli, che Vagnozzi racconta essere tutt’ora una persona molto importante nella sua vita. Checcoli l’ha infatti scelta per dirigere l’ufficio stampa della FISE per cui Caterina lavora per ben dodici anni, grazie alla fiducia in lei riposta anche dai successivi presidenti della Federazione. Contemporaneamente continua le sue collaborazioni e diviene responsabile dell’attività sportiva di due periodici faro nel mondo della stampa specializzata italiana: «Lo Sperone» e «Cavalli & Cavalieri».

Colleziona negli anni numerosi successi sino ad essere incaricata della direzione dell’ufficio stampa dei WEG (World Equestrian Games) di Roma 1998. Ottiene poi l’accredito come giornalista alle Olimpiadi per ben sette volte, narrando le gare equestri a cinque cerchi per la stampa di settore e «Il Messaggero», «Corriere dello Sport» e «La Gazzetta dello Sport». Altro traguardo si aggiunge al suo palmares quando Luciano Pavarotti le affida l’incarico di capo-ufficio stampa del suo CSIO, ruolo che Caterina manterrà per undici anni, sin tanto che l’evento ha avuto luogo.

All’inizio degli anni novanta Caterina Vagnozzi fonda la sua agenzia di comunicazione EquiEquipe che racchiude nel nome la filosofia del proprio approccio: costruire delle squadre di lavoro tagliate su misura per l’evento. Ma non finisce qui. Nel 2008, la nostra intervistata viene incaricata di dare vita all’edizione italiana di «Equestrio», una testata internazionale bilingue con cinque edizioni in differenti Paesi del mondo e sede a Ginevra. Più recentemente, nel 2019, fonda insieme a Fabio Petroni e Paola De Vincentis, «Equestrian Time» che ad oggi si impone nel panorama editoriale come un progetto innovativo: una free press bilingue distribuita in tutti i più importanti concorsi internazionali. La rivista, che a Piazza di Siena ha festeggiato il suo quinto anno di vita, vanta collaborazioni con fotografi di fama internazionale che lavorano nel settore equestre o che si dichiarano appassionati di cavalli, questo dona alla pubblicazione uno stile iconico e inconfondibile. La giornalista riceve poi importanti riconoscimenti: Best Press Office of the Year dell’International Alliance of Equestrian Journalist nel 1997 per i Campionati d’Europa di Completo e il Best Press Office Award della FEI World Cup nel 2012.

Nella chiacchierata con le telecamere di «Datti all’ippica!» Caterina delinea molto bene quello che significa gestire un ufficio stampa: non solo dirigere una squadra di giornalisti specializzati, un servizio fotografico, social e una promozione televisiva di livello, ma mettere a disposizione dei colleghi i mezzi per svolgere al meglio il proprio lavoro, anche dal punto di vista logistico. A tal proposito è stato possibile creare un parallelismo tra due manifestazioni che spiccano nel panorama equestre italiano e di cui Caterina Vagnozzi ha diretto i press office: Piazza di Siena e la FEI World Cup di Verona. Ne scaturisce un’importantissima riflessione: rappresentano entrambi due eventi che riescono a richiamare l’attenzione dei non addetti ai lavori, un punto su cui Caterina insiste molto. «L’equitazione ad oggi parla troppo a se stessa, bisogna invece puntare a coinvolgere maggiormente il pubblico generalista» dichiara con forza. Questo pensiero, sposa in pieno la filosofia del blog «Datti all’ippica!», che da sempre ha scelto uno storytelling che potesse interessare gli esperti e incuriosire i neofiti, avvicinandoli al mondo dei cavalli.

Oggi Caterina concilia il suo lavoro nel mondo della comunicazione con quello di imprenditrice agricola. È lei infatti che guida, con l’aiuto della figlia Ludovica con cui ha sempre condiviso l’amore per i cavalli, l’azienda biologica e agrituristica Corlando Tre, dove continua a coltivare la passione per la natura e gli animali.

Per approfondire la storia della protagonista di questo articolo, che nel frattempo ha aggiunto ai suoi impegni quello per la neonata nipotina Violante, vi invito a guardare la video intervista, realizzata in occasione della 91esima edizione di Piazza di Siena. Un viaggio attraverso ricordi di infanzia, curiosi aneddoti, grandi soddisfazioni e sogni ancora da realizzare. Se questo non bastasse, sicuramente sarete curiosi di scoprire come Luciano Pavarotti mise alla prova una giovanissima Caterina Vagnozzi durante una delle sue prime interviste… sono stata abbastanza convincente? Finiti gli spoiler, non mi resta che augurarvi una buona visione!

Teodorita Giovannella

A story between passion and chance: Caterina Vagnozzi

As a young lover of horse riding and journalism, interviewing Caterina Vagnozzi undoubtedly represented the fulfillment of a small dream. A professional who, since this blog was born in 2016, I have admired with a certain awe, I won’t hide it. From this unprecedented opportunity, takes shape the portrait of a woman who, passionate about horses, accidentally lands in the world of journalism and makes it the driving force of her daily life. Caterina Vagnozzi is part of a family where horse sport has been at home since the 1930s, the period in which the Corlando agricultural estate was born, created in Sabina by her maternal grandfather and where agriculture and breeding have always coexisted. Her mother Giulia Lojacono and her uncle Camillo were great horse riding enthusiasts and Caterina, following in their footsteps, began riding at the age of nine at the Società Ippica Romana (S.I.R.), the school that has trained many show jumping champions. Followed by instructors of great caliber such as Colonel Giuseppe Chiantia and General Gerardo Conforti, she spent her sporting adolescence between horse racing competitions and life in the stables. She soon began to bring and raise horses from the family farm to competitions. To satisfy the need that arose to employ one of her exemplars in another discipline, she changed from show jumping to eventing, transferring from S.I.R. at Olgiata, where she continued her commitment to this specialty which became her favorite for the rest of her competitive career. At the same time she began working as a judge and inspector in the FISE cadres. But the best is yet to come. In fact, it was during a dinner with friends, linked to the world of horses, that Caterina boarded the train that would lead her to become who she is today. Some of those present are in fact sports journalists who work for a horse racing newspaper and for which they communicate that they are looking for a collaborator who can also cover horse riding events with competence. A right coincidence and healthy resourcefulness and Caterina, indicated as the most suitable person for the job, agrees to leave for the new adventure. As time passed, she realized that journalism would become her path. She left her architectural studies and dedicated herself to editorial work. Collaborations soon arrived with important newspapers such as «Il Messaggero» and «Corriere dello Sport» where she signed articles on horse riding. Even the activity of press office begins early with an important role that only the legendary Alberto Giubilo had held up to that point: not yet thirty years old, she was appointed head of the UNIRE Press Office on behalf of the then president Raffaello Picchi. She was then reconfirmed by the two subsequent presidents. In her career, a figure she feels she has to thank for having enhanced her is the Olympic champion, engineer and former president of FISE, Mauro Checcoli, who Vagnozzi says is still a very important person in her life. Checcoli in fact chose her to direct the FISE press office for which Caterina worked for twelve years, thanks to the trust placed in her also by subsequent presidents of the Federation. At the same time, she continued her collaborations and became responsible for the sporting activity of two flagship magazines in the world of the Italian specialized press: «Lo Sperone» and «Cavalli & Cavalieri». Over the years, she collected numerous successes until being in charge of the direction of press office for the WEG (World Equestrian Games) in Rome 1998. She then obtained accreditation as a journalist at the Olympics seven times, narrating the five-ring equestrian competitions for the press sector and «Il Messaggero», «Corriere dello Sport» and «La Gazzetta dello Sport». Another achievement of hers was added to her palmares when Luciano Pavarotti entrusted her with the task of head of the press office of his CSIO, a role that Caterina would keep for eleven years, as long as the event took place. At the beginning of the nineties Caterina Vagnozzi founded her communication agency EquiEquipe which contains in its name the philosophy of its approach: building work teams tailor-made for the event. But it doesn’t stop there. In 2008, our interviewee was commissioned to create the Italian edition of «Equestrio», an international bilingual newspaper with five editions in different countries around the world and based in Geneva. More recently, in 2019, together with Fabio Petroni and Paola De Vincentis, she founded «Equestrian Time» which today stands out on the editorial scene as an innovative project: a bilingual free press distributed in all the most important international competitions. The magazine, which celebrated its fifth year of life in Piazza di Siena, boasts collaborations with internationally renowned photographers who work in the equestrian sector or who claim to be horse lovers, this gives the publication an iconic and unmistakable style. The journalist then receives important awards: Best Press Office of the Year of the International Alliance of Equestrian Journalist in 1997 for the European Eventing Championships and the Best Press Office Award of the FEI World Cup in 2012.
Talking to the cameras of «Datti all’ippica!» Caterina outlines very well what it means to manage a press office: not only managing a team of specialized journalists, a photo shoot, social networks and high-level television promotion, but to provide colleagues with the means to carry out their work in the best possible way, also from a logistical point of view. In this regard, it was possible to create a parallel between two events that stand out in the Italian equestrian scene and for which Caterina Vagnozzi directed the press office: Piazza di Siena and the FEI World Cup in Verona. A very important reflection arises from this: they both represent two events that manage to attract the attention of non-experts, a point on which Caterina insists a lot. «Riding today speaks too much to itself, we must instead aim to involve the general public more» she declares forcefully. This thought fully embraces the philosophy of the blog «Datti all’ippica!», which has always chosen a storytelling that could interest experts and intrigue novices, bringing them closer to the world of horses.
Today Caterina combines her work in the world of communication with that of agricultural entrepreneur. In fact, it is she who leads, with the help of her daughter Ludovica with whom she has always shared her love for horses, the organic and agritourism company Corlando Tre, where she continues to cultivate her passion for nature and animals.
To deepen the story of the protagonist of this article, who in the meantime has added to her commitments that of her newborn granddaughter Violante, I invite you to watch the video interview, made on the occasion of the 91st edition of Piazza di Siena. A journey through childhood memories, curious anecdotes, great satisfactions and dreams yet to be realized. If this wasn’t enough, you will surely be curious to discover how Luciano Pavarotti put to the test a very young Caterina Vagnozzi during one of her first interviews… was I convincing enough? After the spoilers, all I can do is wish you a good viewing!

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